L'imperatore giapponese Hirohito a Napoli: fra un granchio gigante e la visita a Pompei

L’imperatore giapponese Hirohito a Napoli: fra un granchio gigante e la visita a Pompei

Il 17 luglio 1921 sbarcò Hirohito a Napoli. Il futuro imperatore del Giappone fece infatti una visita di cortesia alla città di Napoli, per vedere con i propri occhi le meraviglie della Campania.

La visita fu infatti organizzata all’ultimo minuto: durante una visita di Stato in Italia, fu proprio il principe ereditario giapponese, che all’epoca aveva solo vent’anni, a chiedere al suo entourage di visitare Napoli come turista, andando anche a Capri e a Pompei.

E non solo: come omaggio della visita, regalò alla città un granchio gigante. Letteralmente.
Se la cosa può far ridere, in realtà si tratta di un esemplare rarissimo di un granchio del Giappone che ancora oggi è conservato in bella vista nella Facoltà di Zoologia dell’Università Federico II: il futuro imperatore era infatti un grande studioso di biologia marina e il suo era un regalo di grandissimo valore. Oltretutto coprì il Sindaco di Napoli di titoli onorifici per ringraziarlo della sua accoglienza.

Hirohito a Napoli
Hirohito a Napoli

Hirohito a Napoli: giornate da turista

L’organizzazione del ricevimento fu affidata al sindaco di allora, il professor Alberto Geremicca, che amministrava la città di Napoli da appena 2 mesi. Era però un politico d’esperienza ed organizzò una festa a dir poco impeccabile, le cronache dell’epoca raccontano la parata che fu fatta a Corso Umberto con toni di meraviglia, ricordando i napoletani affacciati ai balconi dei palazzi che, sventolando bandierine italiane e giapponesi, gridavano “Viva il Giappone!”.

Non dimentichiamo nemmeno i fortissimi legami fra Napoli e il Giappone: la città vantava infatti la prima università in Italia con una cattedra giapponese, l’Orientale, ed ospitava proprio in quegli anni il professor Harukichi Shimoi, che in futuro sarà fra i fautori dell’asse Roma-Tokyo-Berlino.

Quella napoletana fu un’accoglienza tanto calorosa e riuscita che l’ultimo uomo-Dio dell’Umanità decise di concedere personalmente la medaglia dell’Ordine del Sol Levante al sindaco di Napoli.
È vicina al nostro titolo onorifico di “cavaliere“, ma in Giappone dava diritto anche ad una serie di celebrazioni solenni. Ad esempio il buon Geremicca, se fosse mai andato a Tokyo, avrebbe avuto diritto ad una scorta con un reggimento di cavalieri, l’inchino come saluto solenne e diversi altri privilegi.
E non solo: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto, uno dei più famosi strateghi della Storia (fu lui ad organizzare l’attacco di Pearl Harbor!), si recò a Palazzo San Giacomo per conferire il titolo onorifico di “Kaigun-taishō” (Ammiraglio) al sindaco. Un carico di onorificenze niente male per l’amministratore napoletano.

Hirohito Umberto Nobile
Hirohito e Umberto Nobile

Una puntata a Torre Annunziata e poi a Capri

La visita di Hirohito non si fermò però solo nei luoghi famosi della Campania. Il futuro imperatore del Giappone passò infatti anche per Torre Annunziata e Torre del Greco. Non siamo certi che abbia provato la famosa pasta del luogo, ma sappiamo con certezza che andò a visitare gli stabilimenti di produzione del Corallo.

Volle poi conoscere di persona il professor Umberto Nobile: insieme si recarono a Capodichino per visionare le industrie aeronautiche napoletane.
Due anni dopo, con un’aeronave colossale chiamata Norge avrebbe raggiunto il Polo Nord per la prima volta nella Storia, grazie alle imprese dell’ingegnere napoletano e alla guida del leggendario esploratore Roald Amundsen.
Fu anche un’occasione per conoscere un altro leggendario aviatore: Francesco De Pinedo, che avrebbe rincontrato qualche anno dopo a Tokyo, in occasione della tappa finale del primo giro del mondo in aeroplano.

Il giro di Hirohito a Napoli finì con una visita agli scavi di Pompei, dove il giovane principe rimase per ore ad osservare i reperti dell’antichità latina.

Poi chiuse in bellezza il suo tour nella Campania Felix con una puntata a Capri e proprio qui ci fu l’unica delusione del viaggio, come raccontò lo stesso imperatore tempo dopo: a causa del mare mosso non fu possibile visitare la Grotta Azzurra. Il tempo è probabilmente l’unica cosa che un dio vivente non può modificare: a causa di nuovi impegni ufficiali, fu costretto a tornare a Napoli prima di ripartire alla volta del Giappone, portando con sé il desiderio insoddisfatto di quei colori leggendari della grotta caprese.

La piccola parentesi napoletana di Hirohito finì il 19 luglio, dopo tre giorni passati da turista in Campania. Il futuro Imperatore lasciò Napoli carico di meraviglie e con “ricordi dolcissimi“, come lui stesso affermò nel 1984 al giornalista napoletano Alfonso Maffettone, che addirittura volle ricevere personalmente nel Palazzo Imperiale di Tokyo.

-Federico Quagliuolo

Granchio Gigante hirohito a Napoli
L’esemplare di granchio gigante regalato da Hirohito a Napoli, ancora oggi è in bella mostra. Dal Museo di Scienze Naturali e Fisiche

Riferimenti:
Hirohito e le foto di Napoli. Maffettone unico giornalista ammesso al Palazzo imperiale – quotidianonapoli.it
Torresi Memorie… Almanacco di Torre Annunziata: ECCO PERCHE’ IL PRINCIPE HIROHITO VENNE A TORRE ANNUNZIATA!!! (tuttotorre.blogspot.com)

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