Pollena Trocchia, storia e origine del nome di un paese con due anime

Pollena Trocchia, storia e origine del nome di un paese con due anime

A Napoli, quando una cosa è introvabile o troppo lontana da raggiungere, anticamente si diceva: “la vado a prendere a Pollena Trocchia!”. Si tratta di un modo di dire usato anche da Totò!

Il paese in realtà non si trova lontanissimo da Napoli, anzi, in realtà è ai piedi del Vesuvio. E nel suo nome racconta la vita di due insediamenti completamente diversi fra loro, uniti solamente due secoli fa. I due nomi, invece, hanno radici nel latino, ma abbiamo certezza dell’esistenza dei borghi solamente in epoca medievale, quando erano considerati due casali vicini alla più famosa Somma Vesuviana.

Per concludere le “annessioni” fra i piccoli comuni, Gioacchino Murat fece unire i due paesi con Massa di Somma, tant’è vero che all’epoca ci fu anche un detto popolare: “Massa, Pollena e Trocchia: tre paesi e una sola parrocchia“.

Pollena Trocchia Stemma
Lo stemma di Pollena Trocchia: due alberi, che indicano le due anime del paese, con al centro una vigna, che si riferisce al prodotto principale della zona.

Pollena, il borgo di Apollo?

L’origine del nome “Pollena” è apparentemente più semplice da ricostruire. Da un lato infatti abbiamo la presenza del tempio di Apollo, con tanto di chiesa di Sant’Apollinare in paese, nata proprio in epoca paleocristiana. Dall’altro c’è chi ritiene che il nome “Paulum” possa essere un nome di proprietari terrieri. Questa tesi però è abbastanza strana, in quanto i paesi che prendono il nome da famiglie finiscono in “-ano”. Marano, Giugliano, Pomigliano, Gragnano e quant’altri ne sono l’esempio. D’altro canto c’è chi ritiene che Pollena sia la storpiatura del sostantio “paululum” latino, ovvero “una piccola quantità“, per indicare un piccolo borgo con poche case.
Abbiamo dall’altro lato della Campania Grumo Nevano che ha una teoria simile nel nome.

Al tempo dei latini il borgo era già ben conosciuto ed ospitava anche un presidio militare, ma la zona era abitata sin dai tempi delle prime popolazioni osche della Campania.

Il nome del borgo di Pollena Trocchia ha dato anche nome alla pollenite, che è una tipologia di roccia vulcanica. Non è un caso, data la presenza alle falde del Vesuvio.

Trocchia, il borgo del vino e dei nobili

Sul borgo di Trocchia la storia è più torbida. Probabilmente il nome viene da Trochlea, volgarizzato in Trocla, che si riferisce al torchio. Era utilizzato per lavorare l’uva e trasformarla in vino, il che si lega perfettamente anche alla specialità del territorio, ovvero i vigneti.

Se ci aggiriamo per le strade della seconda anima del paese, noteremo che la città è un immenso monumento a Gaetano Donizetti, il compositore di Bergamo. Anche questo dettaglio non deve sorprenderci: venne più volte nel paese, per godere dell’aria pulita, ed era solito sedersi in uno dei punti più alti e panoramici della zona, in prossimità di un belvedere nella villa in cui alloggiava.

Il borgo di Trocchia, nonostante il suo nome meno “altolocato” rispetto all’origine di Polla, fu invece riscattato dalla Storia: è infatti da sempre stato meta di vacanza di molte famiglie nobiliari di Napoli e provincia.

Pollena Trocchia, due anime vicine

La separazione storica fra i due piccoli villaggi alle falde del Vesuvio non si trova solamente nei due nomi e nei due nuclei abitativi, ma anche in ambito religioso: se il santo in comune per entrambi i paesi è San Giacomo, Pollena è affezionata a San Biagio e Trocchia vanta la protezione di San Giuseppe. Insomma, ben tre santi per un comune che, fino al XX secolo, contava poco meno di 3000 anime.

Oggi, con le nuove autostrade e con i treni, Pollena Trocchia non è così lontana da Napoli come si immaginava un secolo fa. Ed è adesso uno dei tanti luoghi della nostra regione da visitare, magari per gustare direttamente dal produttore un buon bicchiere di Lacryma Christi.

-Chiara Sarracino

Per approfondire, un documento eccellente scritto da un nostro lettore.

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